Prima di scrivere qualcosa sull’Eroica del 2 ottobre scorso ho voluto far passare un mesetto per far decantare le emozioni di quella magnifica kermesse a pedali e scavare meglio il senso di un evento che sembra sempre più il manifesto di un intero stile di vita oltre che di un modo di pensare il ciclismo sportivo.

Un ciclista inglese ha commentato una foto di Giancarlo Brocci, l’ideatore dell’Eroica, scrivendo su Facebook che “quest’uomo sta cambiando il mondo”. Affermazione forse eccessiva, dettata dall’entusiasmo, o dal congruo numero di birre che avrà certamente ingollato dopo la pedalata, ma che intercetta una certa verità: i valori dell’Eroica partono dalla bicicletta, ma non si fermano certo lì.

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L’esperienza dell’Eroica ci restituisce un mondo intero che si sta perdendo, di cui tutti sentiamo la mancanza e che abbiamo dannatamente bisogno di recuperare. Pedalare duro, ma senza agonismo, è un modo per imparare di nuovo a rispettare gli altri, e noi stessi, a condividere emozioni e passioni, uscendo fuori dall’autismo imperante che ci vede schiavi della performance fine a se stessa, capaci di dialogare con un’applicazione e uno smartphone ma non con chi è accanto a noi.

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Mangiare cibi sani, buoni, che raccontano un intero territorio, ci fa recuperare il gusto per la vita che le bustine di aminoacidi ramificati ci hanno un po’ tolto. Vuol dire immergersi nella storia di una terra, di un paesaggio, delle persone che lavorano quella terra e e ne sono l’anima. Decidere di percorrere fino a 210 chilometri su vecchie biciclette, facendo appello alla volontà di farcela piuttosto che a sofisticate tecnologie o ad allenamenti che farei solo se mi pagassero (molto) vuol dire ritrovare “il gusto dell’impresa”, cioè saper improvvisare, affrontare creativamente gli ostacoli durante il percorso, fare affidamento alla propria capacità di resistenza e resilienza piuttosto che al proprio mezzo e a una forma fisica costruita scientificamente.   E così, al centro, torna la persona.

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Insomma, L’Eroica ti “allena” a tornare uomo a tutto tondo, a mettere in gioco tutto te stesso e a dimenticare per un attimo questo nostro mondo sempre più astratto, triste, meno reale. Si, in questo senso Giancarlo Brocci e tutti gli altri protagonisti dell’Eroica davvero “stanno cambiando il mondo”. Perché i valori dell’Eroica ci servono nella vita, non solo quando pedaliamo.

 

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