Oggi a Milano, nel bene o nel male città leader in Italia per gli investimenti in mobilità sostenibile, iniziano le primarie del centro sinistra, ma non è di questo che vorrei parlare. Almeno, non esattamente. Avrete forse avuto notizia della recente votazione della commissione europea che ha di fatto più che raddoppiato la capacità inquinante dei veicoli diesel, i propulsori più diffusi per le quattro ruote, quelli del cosiddetto dieselgate. Di questa decisione del massimo organo politico europeo c’è chi ha dato la colpa alla Lega; c’è anche chi, della stessa testata, ha giustamente preso le distanze da una generalizzazione che non aiuta certo a capire, mentre i più non sanno neanche di cosa stiamo parlando e continuano beati a scaccolarsi dentro abitacoli climatizzati, bloccati nel traffico a motore acceso, da soli, nel migliore dei casi convinti che preoccuparsi dell’inquinamento sia un tema da perdenti, o che il fatto non riguardi i loro propri organi della respirazione.

Non vorrei sembrarvi patetico, ma ho due figli sotto i dieci anni che si ostinano a respirare e anche io, nonostante sia da tempo adulto e cittadino, non riesco a togliermi il vizio. Sarà per questo che da tempo mi do la pena di divulgare non solo perché gli ossidi di azoto (NOx) siano dannosi anche al corretto sviluppo delle capacità cognitive dei bambini, o come le famose polveri siano ormai così sottili (PM2,5) da non aver neanche più bisogno di essere respirate per provocare tumori o ancora come molti tolgano il FAP alla propria auto diesel per “far respirare meglio” il motore ed evitare spese; ma perché, in fondo, se siamo tra i paesi più motorizzati e inquinati al mondo sia generalmente merito nostro e non ad esempio colpa della Volkswagen o di chi altro, dato che infatti nonostante dieselgate l’automotive cresce intanto a due cifre. Sono argomenti scomodi e tristi, lo so, come l’essere coscienti di una crisi ambientale ormai palesemente senza ritorno, nonostante le belle speranze date da COP21. Piuttosto che rendersi conto di come sia molto meglio cambiare stile di vita, preferiamo (non tutti per fortuna) rimanere sul pezzo a pagare rate per una bella automobile, che al tempo stesso ci rappresenti e non ci faccia prendere troppo freddo, o caldo, e che ci tenga anche ben lontani dal prossimo. Meglio sentirsi diversi dentro, che esserlo anche fuori, all’aria che respiriamo tutti quanti.

Di fronte alle conseguenze di una votazione passata per soli sette voti di scarto, che apre scenari di salute incerti ai miei figli e a quelli di chi è contento e convinto di accendere un bel diesel ogni santo giorno per fare magari dieci miseri chilometri (portando magari i figli a scuola), non serve dare la colpa alla destra italiana più retriva o all’assenteismo della sinistra (?) di governo, che è forse anche peggio, dato che sono stati proprio i loro i voti a mancare per evitare l’ennesima figuraccia di tutta l’Europa.

Cos’è che serve per far tornare il buon senso alle persone, a far ragionare intere nazioni? Non lo so. Non so, non capisco. Io continuo a pedalare in mezzo ai miasmi del diesel, ogni giorno, senza più contare i chilometri, perché ormai vado quasi senza fatica, non ho più bisogno di misurare. La bicicletta è il mio mezzo di trasporto per qualsiasi distanza e contesto. Ma mi muovo costantemente in mezzo a tante, troppe automobili nella mia città: 20km. da prato a prato, 500 auto ogni 1000 abitanti. Con gli altri ciclisti ci salutiamo come marinai nella tempesta. Eppure, da qualche parte bisognerà pur cominciare. Non serve nemmeno dire che se ognuno di noi pedalasse tutti i giorni (feriali) per almeno dieci minuti ci sarebbero sicuramente meno guerre, malattie, povertà. Ho bisogno di un po’ d’aria, vado a fare una passeggiata. Voglio andare dal mio amico panettiere, siciliano, che mi fa i cannoli freschi, riempiti al momento, con la buccia di cedro candito. Un po’ di dolce è quello che ci vuole, tanto tra poco devo pedalare otto chilometri, quindici minuti, e brucio tutto.

Sul marciapiede di fronte a casa mia, come ogni giorno, ci sono dalle quindici alle venti automobili parcheggiate. Ho fatto una foto, che è qui in testa a questo articolo, così vedete anche voi. Le multe le danno una volta ogni venti giorni circa, quando va bene, quindi non abbastanza per scoraggiare la cosa, che è intollerabile, anche se sembra il contrario, cioè tollerabilissima. Quando chiedi ragione a quei signori o signore ti rispondono di farti i cazzi tuoi, oppure che così fan tutti, quindi perché io no; o ancora: non c’è parcheggio, dove la metto? Oggi, nella città dove vivo, ci sono le primarie del centro sinistra. Le primarie, verrebbe da dire, di quelli che non sono andati a votare una cosa così seria e importante come il veto alla decisione del TCMV sulle emissioni NOx dei diesel Euro 6, il tutto dopo il dieselgate (di questo stiamo parlando). Nessuno dei quattro candidati milanesi ha espresso una chiara e credibile intenzione di dare del filo da torcere agli scaccolatori solitari (se non si scaccolano, scorrono lo schermo del telefono, dato che ormai quasi tutte le auto hanno il cambio automatico, quindi si può), che finiscono poi per parcheggiare anche davanti casa mia, o casa loro. Spero proprio di sbagliarmi, e auguro di cuore ai candidati del centro sinistra un buon lavoro.

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