Ci sono molti modi per sensibilizzare l’opinione pubblica in merito ai problemi della mobilità e per incentivarla all’utilizzo della bicicletta, alcuni sono perfettamente legali, quali eventi e manifestazioni, altri invece si trovano in quella “zona grigia” al limite della sanzione (sempre che pedaliate lenti e vi prendano).

Oltre oceano, in America, Messico e Canada, ha preso piede da un po’ di tempo il fenomeno definito Guerrilla Bike Lane, una tecnica insolita e creativa usata dai ciclisti per chiedere più sicurezza e considerazione lungo le strade. Chi vi partecipa si ritrova, spesso di notte, in quanto il traffico è inferiore e l’azione, come si diceva prima, non è “molto legale”, a tracciare, verniciando sull’asfalto, piste ciclabili e segnali relativi. L’idea è quella di provare a condizionare per quanto possibile il traffico in quella data area e magari richiamare sul problema l’attenzione dell’amministrazione locale.

La prima forma di Guerrilla Bike Lane in realtà si è avuta in Olanda negli anni Settanta, pensata dai cittadini come forma di protesta contro l’accesso smodato delle auto nei centri urbani. Che dire, gli olandesi sono sempre una pedalata avanti.

 

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