Un'immagine del village di CycloPride Day Bologna 2016 in Piazza Maggiore

Un’immagine del village di CycloPride Day Bologna 2016 in Piazza Maggiore

Si assestano le giunte dopo i ballottaggi per le Amministrative 2016, e iniziano anche a delinearsi le prime strategie sui temi di mobilità che caratterizzano il dibattito politico nelle nostre città, ancora assediate da una mobilità inefficiente. Diamo un’occhiata alle città dove nel 2016 è passato il CycloPride, per capire come immaginano di affrontare il futuro.

A Palermo non ci sono state elezioni, ma da tempo il capoluogo siciliano rimane nella triste classifica delle città più congestionate non solo d’Italia, anche del mondo. Le strategie da adottare sarebbero forse quelle di uno studio approfondito, affidato magari a consulenti di livello internazionale (dato che da noi la preparazione dei tecnici comunali è palesemente insufficiente ad affrontare queste sfide) prima di programmare delle strategie da applicare secondo un programma davvero stringente. La graduale conversione di Palermo a forme di mobilità attiva, sostenibile ed efficiente sembra un’impresa disperata, ma è invece possibile. Il sostegno che il sindaco Leoluca Orlando ha dato a CycloPride Day Palermo 2016 lascia bene sperare.

Milano è la città dov’è nato CycloPride, e dove si vedono politiche e volume di investimenti verso la mobilità nuova come in nessun’altra città del nostro paese. Il bike sharing più esteso d’Italia, diversi operatori di car sharing, una rete di trasporto pubblico locale e regionale a livelli difficili da eguagliare anche in Europa, una sensibilità crescente ai temi della sostenibilità. Beppe Sala, il sindaco neo eletto, se non scettico certo non preparatissimo sui temi di mobilità sostenibile, avrà il difficile compito di proseguire il tortuoso itinerario iniziato da Giuliano Pisapia. Interessante la strategia delle nomine: Piefrancesco Maran, nella giunta precedente alla mobilità passa ora all’urbanistica; Marco Granelli passa dalla sicurezza alla mobilità e ambiente. Si potrebbe interpretare la scelta di Sala in questo modo: mettiamo a frutto l’esperienza di Maran dalla mobilità alla tutela dello spazio pubblico, dato che le due cose devono necessariamente andare in parallelo; con il secondo, proviamo a dare maggiore impulso alla sorveglianza dei comportamenti scorretti dei cittadini in fatto di mobilità, dato che i reparti della polizia locale e gli apparati della mobilità sono in stretta sinergia. Milano non può certo permettersi di tornare indietro.

Da Bologna, dove CycloPride Day è sbarcato per la prima volta in Piazza Maggiore, arrivano segnali meno incoraggianti. Il sindaco riconfermato, Virginio Merola, non ha creduto opportuno portare di nuovo in giunta Andrea Colombo, secondo candidato più votato in città e responsabile di notevole innovazione e capacità di visione, in una (piccola) città la cui efficienza è gravemente compromessa dall’uso indiscriminato dell’auto privata tipico del nostro paese. Lo scarso entusiasmo da parte dei cittadini per le scelte coraggiose in fatto di mobilità operate da Colombo e dalla giunta (la Bicipolitana, la velostazione Dynamo) ha evidentemente convinto Merola a non rischiare il proprio fragile consenso, a non andare oltre una inevitabile freddezza iniziale della città. Peccato, perché non si vede dove il cambio di passo invocato dal sindaco, che al momento ha tenuto per sé la delega, possa portare.

 

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