La legge è passata! Non è una legge che punisce coloro che secondo la vulgata comune sono definiti “pirati della strada” (chi guida  senza patente ubriaco fradicio, falcia una bimba sulle strisce pedonali e poi scappa via).

Questa legge punisce, mandando in prigione (da due a sette anni di prigione!), chiunque abbia ucciso una persona  “violando il codice della strada”: non è più omicidio colposo, cioè omicidio involontario e per questo non perseguibile penalmente, ma diventa omicidio stradale, e si finisce in galera.

Cioè la legge impone che CHIUNQUE usi un mezzo a motore sia consapevole della pericolosità del mezzo che sta usando, e quindi presume che usi tutte le precauzioni necessarie  per non recare danni a terzi.

Per capirci non va a finire in galera solo il pirata della strada conclamato , ma anche il sottoscritto che procede di notte su una strada vuota di periferia a 60 all’ora se investe un passante, perché ha investito il pedone “violando il codice stradale”. Ed è giusto che sia così: se vado a sessanta all’ora di notte su una strada di città poco illuminata e potenzialmente frequentata da pedoni, devo essere consapevole che superare il limite di velocità potrebbe impedirmi  di vedere in tempo il passante che attraversa sulle strisce pedonali, rende meno pronta la mia reazione, il tempo di frenata si allunga. E uccido un padre di famiglia, per arrivare a casa cinque minuti prima.

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Se digito sul mio smartphone mentre procedo a passo d’uomo in auto e per questo non vedo un bimbetto che attraversa all’improvviso la strada, e lo uccido, finisco in galera. Se non rispetto le distanze di sicurezza in autostrada, e per una frenata improvvisa di chi mi sta davanti causo un incidente e qualcuno ci rimette la pelle, finisco in galera. Alzi la mano chi non si è mai trovato ad essere protagonista di almeno uno di questi comportamenti. Io la mano non posso alzarla.

Unknown

 

Questa è una  rivoluzione: con l’inserimento dell’omicidio stradale nel nostro ordinamento diventiamo potenzialmente tutti pirati della strada, e siamo tutti obbligati ad essere coscienti della pericolosità del nostro mezzo. Come col porto d’armi: è il cacciatore che prima di sparare al fagiano deve guardarsi intorno, non il poveretto che fa jogging su una strada di campagna. Insomma: la dichiarata pericolosità del nostro mezzo impone prima di tutto a noi, e solo in seconda istanza agli altri utenti di porre la massima attenzione.  Vale per tutti, per me e per voi persone per bene che mi state leggendo. Anche per il più mite degli automobilisti che però sfreccia a 70 all’ora sulla cerchia dei navigli qui a Milano (come fanno praticamente quasi tutti, se non c’è una coda che glielo impedisca).

Poi la legge prevede aggravanti per gli imbecilli (da ora: criminali) del volante: da 8 a 12 anni di carcere per chi guida ubriaco, drogato o in modo particolarmente pericoloso (eccesso di velocità, infrazione al semaforo, sorpassi rischiosi).

Nell’arco di pochi mesi anche noi italiani, se avremo bevuto due birrette anziché una chiederemo al nostro amico di guidare al posto nostro. Perché quella birretta potrebbe rovinare due famiglie, in un colpo solo. Era ora.

 

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