A noi sembra evidente che la Giunta Comunale uscente abbia contribuito in modo significativo a rendere Milano una città migliore e a porla di nuovo (e finalmente) nella dimensione di grande metropoli internazionale. Ma ci sembra altrettanto evidente che sul progetto di una città nuova ed evoluta anche dal punto di vista della mobilità questa giunta abbia fatto meno di quanto avrebbe potuto, e con scarso coraggio.

Disincentivare l’uso dell’auto (promuovendo di conseguenza l’uso della bicicletta, dei mezzi pubblici, degli spostamenti a piedi) cambia letteralmente il volto di una città; servono investimenti modesti (paragonati a quelli necessari per altre forme di intervento) e la ricaduta è straordinaria anche in termini di salute pubblica, sicurezza stradale, qualità della vita dei cittadini, sviluppo del commercio (oltre che, naturalmente, di miglioramento della mobilità cittadina).  Non lo diciamo noi: lo dicono statistiche che da vent’anni ci mostrano i risultati delle politiche bike friendly delle maggiori capitali europee (da Copenaghen a Berlino, da NYC a Londra, da Barcellona a Parigi).

Pensiamo cha la  Giunta Pisapia (e forse il  il Sindaco più dei suoi Assessori) non abbia dimostrato di aver compreso fino in fondo che promuovere l’uso della bicicletta non sia solo salvaguardare i “diritti” dei ciclisti o far contenti quattro gatti radical chic che vogliono salvare il mondo pedalando,  ma regalare a tutti i cittadini una città straordinariamente migliore.

Guardiamo i fatti:

abbiamo un servizio di bike sharing fra i più efficienti d’Europa (e di questo ringraziamo chi ha governato la città in questi anni), ma molte delle strade del centro continuano ad essere molto pericolose per le bici a causa  delle condizioni della pavimentazione (andate sul pavè di Corso di Porta Romana,  per farvi un’idea di quello che state leggendo).

In questi anni abbiamo visto nascere molti segmenti di piste ciclabili e aumentare il numero complessivo di chilometri  dedicati a chi pedala, ma la “messa a sistema” in una rete di piste  non c’è stata. E’ noto che se non esiste una rete  di piste collegate l’uso della bici non viene davvero incentivato (a volte usare questi “pezzi di piste” è più pericoloso che condividere le strade con le auto). L’assessore alla mobilità, due anni fa, disse che “sarebbero stati uniti i puntini”. Non è successo, e chi gira in bici lo Sto arrivando! bene e ne paga le conseguenze.

Sono state create molte zone 30, ma non è stato spiegato ai cittadini che queste zone non servono a ingolfare il motore delle auto  ma a dare una gerarchia diversa agli utenti della strada, dove pedoni e ciclisti sono i padroni di casa, e le automobili  “ospiti”, graditi solo se rispettano con la loro velocità gli altri utenti. Pochissimi controlli sono stati pianificati per garantire il rispetto di quei limiti. Il risultato, ad oggi,  è che queste “zone trenta” restano il più delle volte strade a traffico libero, ma con colorati segnali stradali dipinti sull’asfalto.

Milano ha una pianta concentrica, e delle molte “circonvallazioni” possibili nessuna è stata dedicata alla bicicletta. Pensate quanto incentivante per pedoni e ciclisti sarebbe una circonvallazione a velocità (davvero) limitata.

Un anno è fatto di 8.760 ore, tutte dedicate al traffico automobilistico: questa giunta ha cancellato, subito dopo averle istituite, le “Domeniche a spasso” per ragioni di budget (ma anche qui sfatiamo un luogo comune: non è vero che “non ci sono risorse”. E’ vero che le risorse sono limitate e devono essere fatte delle scelte. E la Giunta ha scelto che regalare un week end all’anno la città ai suoi cittadini senza auto non era una priorità strategica). Ma questa Giunta  non ha voluto  dedicare alla bicicletta neanche 3 ore, neanche in occasione del Cyclopride day, la nostra manifestazione che porta a sciamare per la città migliaia e migliaia di cittadini in bici: 3 ore su 8760.

Non è stato risolto il problema dei parcheggi abusivi, che regalano alle auto lo spazio rubato ai cittadini.

Perché? Perché (pensiamo) che a questa Giunta sia mancata:

la convinzione profonda che promuovere l’uso della bicicletta può cambiare in modo sostanziale il volto di una città, la qualità della vita e la salute di chi ci vive; che disincentivare con forza l’uso dell’auto non tutela solo i diritti di ciclisti e pedoni, ma i diritti di tutti i cittadini (automobilisti inclusi). I sindaci di Londra , NYC, Parigi (e potremmo continuare a lungo l’elenco) lo hanno capito. Il nostro Sindaco (almeno questo) non lo ha capito affatto.

Il sentimento dell’urgenza di certe scelte: non è più possibile aspettare. L’aria avvelenata e la salute dei cittadini non lo permettono più.

– La consapevolezza che gli stessi cittadini di Milano siano più pronti di chi li amministra a cambiare paradigma sulla mobilità: il successo del bike sharing, la crescita esponenziale del numero dei ciclisti sulle strade dimostrano che molti, moltissimi milanesi sarebbero pronti a lasciare l’auto in garage, ma non lo fanno perché non si sentono tutelati abbastanza (e a ragione) come ciclisti.

Il coraggio di fare scelte che nel breve possono anche essere impopolari: la politica (la buona politica) deve anche guidarci con coraggio verso una visione di città più evoluta, quelle che forse alcuni cittadini non sono in grado di comprendere nel breve, ma  che saranno capaci di godere  e giudicare con entusiasmo successivamente. I commercianti non vogliono isole pedonali, ma quando vengono fatte non tornerebbero mai indietro. La mamma accompagna il figlioletto a scuola in auto: ma se le sarà impossibile parcheggiare in seconda fila non potrà più farlo, sarà “costretta” a usare la bici o un mezzo pubblico. E non cambierà mai più abitudine.

L’amministrazione Pisapia, secondo noi, ha fatto molto, e ci ha reso orgogliosi di essere cittadini di una città sempre più bella, sempre più vivibile e vitale, ma proprio per questo ci ha reso anche più esigenti.  Noi milanesi vogliamo  recuperare terreno anche sul tema della mobilità. E chiediamo a chi governerà Milano nei prossimi cinque anni di fare oggi quello che in molte città nel mondo è stato realizzato da tempo.

E’ una richiesta ragionevole.

Cosa ne pensi?