Quando un Italiano, dopo essere stato a Berlino, o Amburgo, o Copenaghen (ma ormai  anche a Madrid o Valencia), torna a casa  la sensazione che spesso ha è di aver appena lasciato un posto che brilla per civiltà e di essere rientrato in un posto che brilla anche lui, ma per cause meno nobili.

Ci sono alcune buone  ragioni alla radice di questa sensazione, ma alcune sono meno buone, come la nostra inguaribile esterofilia, figlia di un’altrettanto inguaribile provincialismo, che ci fanno cadere in una spirale di autolesionismo (con vistose sfumature sadomaso) e ci impediscono di guardare il buono che anche noi abbiamo, e di cui dovremmo essere orgogliosi.

Non essendo questo un sito di cucina o di design o di moda, parlerò di biciclette ( incredibile!) e di un’esperienza tutta italiana che che per molte capitali europee sta diventando un bemchmark da studiare (preciso: altre esperienze così inequivocabilmente virtuose relative alla mobilità sostenibile in Italia, Ferrara a parte, a me non vengono in mente, ma forse mi sono sfuggite).

Parlo di  BikeMi, il bike sharing di Milano, gestito dall’ATM, società del Comune.

Voglio evitare derive aneddotiche e ” sensazioni” (“mi sembra ci siano più bici di BikeMi in giro”; “hanno appena aggiunto una stazione sotto casa mia...” ) e lascio parlare i numeri.

Eccoli:

Data di lancio del servizio  BikeMi                           3 dicembre 2008

Prima fase completata                                                 103 stazioni – 1.400 biciclette

Seconda fase in via di completamento                  216 stazioni – 3.650 biciclette

Situazione attuale                                                          192 stazioni – 3.462 biciclette 

Abbonamenti annuali attivi                                       26.000

Abbonamenti settimanali sottoscritti in totale   24.000

Abbonamenti giornalieri sottoscritti in totale    116.000

Visite al sito web totali                                                  2.600.000

 

Utilizzi totali                                                                      6.600.000

Media utilizzi al giorno                                                  10.000

Record di utilizzi in un giorno                                     12.395 venerdì 19 marzo 2014

 Con questi numeri Milano è, semplicemente, una delle città in cui il bike sharing funziona meglio al mondo.

Incredibile?

Non esattamente: non è incredibile che i cittadini di Milano abbiano iniziato ad usare in massa le infrastrutture messe loro a disposizione dalla Pubblica Amministrazione, e si siano adeguati velocemente  a stili di mobilità urbana evoluti, contemporanei, “da Nord Europa“. L’incredibile (o almeno l’inconsueto) e che la pubblica Amministrazione abbia fatto quello che dovrebbe sempre fare, e lo abbia fatto con grande efficienza, ispirandosi a standard altissimi, potenziando il servizio man mano che i cittadini lo chiedevano.  Se la PA lavorasse sempre così, si andrebbe (e si pedalerebbe) molto lontano… e su questo andate a vedervi il video postato su questo sito ” come sono nate le piste ciclabili in Olanda

 

Cosa ne pensi?