Oggi lo chiamano footbike, cioè bicicletta che si muove con i piedi. Ma non è solo un cambio di nome. Il vecchio monopattino da giocattolo per bambini è diventato negli ultimi anni un altro modo per muoversi in città (e non solo). E’ stata modificata la geometria del telaio, le ruote sono diventate più grandi, il sistema frenante è ormai degno di questo nome. Il risultato? Due ruote che ti fanno filare veloce per le vie della città. Per andare a lavorare, per aumentare la forma fisica. Il profeta della footbike in Italia si chiama Maria Turra. L’abbiamo intervistata.

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Come è nata la tua passione per le footbikes?

Come molte passioni, è nata per caso. Alla ricerca di un mezzo che desse autonomia a mia figlia nei suoi spostamenti quotidiani, abbiamo cercato, insieme a mio marito, qualcosa che non fosse una bici, visto che a lei non piace, e che fosse di dimensioni giuste per lei, perché è molto alta. Il web ci ha mostrato le immagini di questi monopattini sportivi, a ruote grandi e pneumatiche, dotati di freni, eleganti, lineari e all’apparenza molto leggeri. Ci sono piaciuti, ci hanno incuriosito, e ne abbiamo acquistati due, così, d’impulso. E’ stata la scoperta di un piccolo mondo, che va dall’attività ludica al fitness, passando per la mobilità urbana e addirittura per la cinofilia (eh già, se vuoi portare il cane a spasso, una footbike è uno dei mezzi più versatili!). Con l’uso è cresciuta la passione, che ci ha portato a creare Myfootbike, una società che seleziona e vende i migliori modelli, ma che soprattutto cerca di “evangelizzare” all’uso della footbike gli italiani. In Italia il fenomeno è giovane, ma in crescita.

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Dove, nel mondo, le footbikes fanno già parte in modo consolidato del panorama della mobilità urbana?

Il monopattino sportivo nasce nel 1994 in Finlandia, dall’intuizione di uno sciatore di fondo che aveva la necessità di allenarsi anche in estate, quando non c’era la neve. Ha provato il monopattino del figlio, e ha visto che poteva funzionare, opportunamente modificato. Da lì si è diffuso soprattutto nei paesi del Nord Europa: Germania, Olanda e Repubblica Ceca. Hanno iniziato con piccole produzioni artigianali, che hanno dato vita a configurazioni molto diversificate. Abbiamo monopattini che hanno ruote da 12” fino a 29”, ognuno dei quali ha una destinazione d’uso ben precisa.

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All’estero il monopattino viene utilizzato soprattutto da persone sportive, mentre l’utilizzo urbano è più che altro una nostra esigenza: è evidente la praticità e la maneggevolezza di un mezzo in cui la partenza e l’arresto sono immediati e che può adeguare la velocità alle condizioni in cui ci stiamo muovendo. A questo si aggiunge la sicurezza di doppi freni indipendenti e delle ruote pneumatiche, che superano ogni asperità del terreno. Tutto ciò, senza che sia necessario indossare abbigliamento tecnico e senza il pericolo di sporcarsi.

Le footbikes possono essere usate solo in città? Ho sentito che addirittura un manipolo di arditi seguirà in footbike il prossimo giro d’Italia!

I modelli di footbike sono molti, come sono tantissimi i modelli di biciclette: pieghevoli, da discesa, da strada, da mushing (cioè adatte ad essere trainate da cani, come fosse fossero slitte)… Sì, è vero: ci saranno 5 atleti della Repubblica Ceca che si cimenteranno nel 100° Giro d’Italia, percorrendo tutte le tappe del Giro, con un giorno d’anticipo, rispetto agli atleti professionisti. Ce la faranno? Considerando che nel 2013 hanno già fatto il Tour de France, io penso di sì. Esistono le biciclette: quali sono gli spazi d’uso dove “vincono” le footbikes? La footbike non vuole porsi in antagonismo con la bici, tutti i footbikers “seri” sono dei ciclisti o dei runners che, ad un certo punto, hanno affiancato alla bici la footbike, perché il gesto è meno logorante per la schiena e per le articolazioni, perché un allenamento in footbike coinvolge gruppi muscolari diversi e perché un’uscita in footbike, a parità di tempo impiegato, risulta più allenante. Tra i i footbikers “della domenica”, invece, ci sono persone che amano camminare, ma che vogliono compiere distanze maggiori di quelle che si compiono a piedi. E’ questo il compromesso: non è complicata come una bici, non è noiosa come camminare. 

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Muoversi usando mezzi muscolari invece che mezzi a motore ha uno straordinario impatto sulla salute: usare una footbike a cosa fa bene? Quali parti del corpo mette in azione?

Ottima domanda: la footbike mette in movimento tutti i muscoli del corpo, senza affaticare le ginocchia e la schiena ed evita il dolore da contatto con la sella. Le gambe lavorano sia in fase di spinta con il quadricipite, sia in fase di recupero con la catena cinetica posteriore e il gluteo. Durante la spinta propulsiva si attivano i dorsali e i pettorali, oltre ovviamente alle braccia. Anche addominali e dorsali sono coinvolti nel movimento, che deve risultare fluido e leggero. Il “kick” a terra dà impulso alla circolazione sanguigna, con un evidente beneficio per la temperatura corporea. Ecco perché in footbike non si ha mai freddo, nemmeno d’inverno. Con la footbike si può facilmente arrivare ad un allenamento aerobico, semplicemente aumentando il numero di spinte per unità di tempo, così come è facile defatigare, rallentando il ritmo.

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Una volta esisteva il monopattino, poco più di un giocattolo per bambini. Oggi parliamo di footbike: non è solo un cambio di nome…

No, non è solo un cambio di nome, è una nuova prospettiva sia in ambito urbano che in ambito sportivo. E’ un’opportunità per molte persone per rimettersi in movimento ma anche per gli atleti, che possono variare i loro piani d’allenamento. E’ una proposta interessante per le città come le nostre, dove i centri storici sono piccoli e spesso affollati: muoversi anche nei tour urbani con la footbike consente una facilità di stop and go che neanche la bici permette.. Ma poi, a parte le sue specifiche funzionalità, una footbike ti da la sensazione precisa di avere non le ali, ma due ruote ai piedi. Il tuo corpo non si appoggia al mezzo, diventa tutt’uno col mezzo. Provare per credere!

 

 

 

 

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