In Italia, solo nel 2015:  3420 morti. 246.920 feriti. Di cosa stiamo parlando?

Dei morti per frane e alluvioni? No: nel 2015 sono stati 18.

Dei morti per terremoto? No: nel 2015 non è morto nessuno. Nel 2016, purtroppo, le vittime sono state invece 250.

Dei morti per incidenti aerei? No, nessuno è morto in Italia nel 2015. Nel mondo lo scorso anno sono morte invece, complessivamente, 136 persone.

Forse dei morti per omicidio? Neanche questo: in Italia nel 2015 ci sono stati 468 omicidi.

Ma allora chi ha ucciso quelle 3420 persone, solo nel 2015, Italia?

Sono stati gli incidenti stradali. E’ un numero impressionante, e il quadro diventa apocalittico  se si pensa ai 246.920 che sono rimasti feriti, e a quanti di loro porteranno un segno permanente della loro disavventura.

E’ una strage, una strage quotidiana (muoiono così, ogni giorno, nel nostro Paese, più di 9 persone). Ma nessuno ne parla. È incredibile, ma i giornali non ne parlano, i telegiornali neanche. Siamo terrorizzati (comprensibilmente) dai pericoli di un terremoto, ma quando prendiamo la nostra automobile, e guidiamo magari chattando con la fidanzata, siamo tranquilli. Tranquillissimi. In realtà stiamo puntando un’arma contro noi stessi e contro il prossimo, ma non lo sappiamo.

E’ la distorsione informativa più imponente della storia. E’ essere in guerra, e non saperlo. Il terrorismo in Europa ha mietuto 280 vittime, lo scorso anno. Noi automobilisti ne abbiamo uccise, solo in Italia, più di tremila. E’ una guerra che per i media non esiste,  nessuno che denunci le sofferenze causate da questa guerra (e i suoi costi economici). Una forma di negazionismo di cui siamo tutti responsabili.

Ogni anno muoiono in Italia, per incidenti stradali, 3420 persone; 250mila restano ferite.

E quasi nessuno lo sa.

Cominciamo a informarci: questi i dati ISTAT 2015

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