Pedalare nelle Marche vuol dire non solo vivere una delle più belle regioni italiane, ma anche toccare con mano la devastazione del recente terremoto.


Fabio Rovazzi
non c’entra. Qui non si tratta di andare a comandare.Jemo!” in dialetto  marchigiano vuol dire andiamo. E “andiamo” oggi più che mai vuol dire “andiamo a pedalare”. Nell’Appennino che non trova pace, che si muove lasciando macerie,  cambiando i luoghi ma soprattutto le vite di un popolo che nelle Marche ha storia e radici e qui, nonostante tutto, continuerà a vivere. Un imperativo: è presente, futuro ma soprattutto un grido di speranza. “Jemo” sono le ruote “che non tremano mai”.

Le ruote di tante biciclette che vanno (e andranno) in un terra dolorante per un viaggio solidale su molte delle più belle strade marchigiane e nei luoghi più tormentati dal terremoto.  “Jemo! – La ruota non trema mai” è un progetto che finirà in TV,  diventerà un documentario televisivo diviso in due puntate che verrà trasmesso su Sky Sport HD – Icarus 2.0.  Ma diventerà anche un libro e una mostra itinerante che faranno il Giro d’Italia nei più importanti bike cafè italiani ed europei, e il cui ricavato verrà devoluto alle popolazioni terremotate, con l’obiettivo di contribuire alla costruzione di un centro ludico per i bambini delle zone colpite dal sisma.

“Jemo”  sono Mauro Fumagalli, Silla Gambardella, Monica Palloni,  Francesco Russo,  Donato Bianco, Mauro Puggini e Claudio Barchetta che pedaleranno, racconteranno, filmeranno una spedizione che ovviamente è molto di più: “È un messaggio di speranza che vogliamo lanciare dalle sella delle nostre biciclette per augurare al popolo marchigiano di ripartire più forte che mai – spiegano – Racconteremo l’arte, la cultura, le tradizioni e la natura incontaminata di un territorio oggi ferito dal terremoto. Raccoglieremo immagini, storie, esperienze, drammi, speranze, curiosità, prospettive e progetti futuri.  Racconteremo, fotograferemo, filmeremo…”.

Il team di “Jemo” in sella nelle Marche

Tutti verbi al futuro, in una terra che ha visto sbriciolarsi parte del suo passato ma che ha tutta la voglia di rimettersi in piedi e ricominciare. “Jemo”  è partito un paio di giorni fa e finirà domani. È un progetto invernale, ma ce ne sarà anche uno primaverile a marzo e uno estivo a giugno. “Siamo partiti dalla piazza centrale di Belforte del Chienti – raccontano i protagonisti – e pedaleremo proprio a ridosso delle festività natalizie. Perché il Natale è il momento in cui le famiglie si raccolgono intorno al focolare e tirano il bilancio dell’anno appena concluso. Vogliamo far conoscere da vicino quello che è avvenuto dopo il terremoto. Chi è rimasto nella propria terra? Chi è già pronto per ripartire con la propria attività? Lo scopo di questa prima ciclo-spedizione è quella di offrire una fotografia della realtà marchigiana a pochi mesi dal sisma. Incontreremo gli imprenditori locali ma anche le persone comuni che non hanno voluto allontanarsi dalle loro radici…”.

Chi vuole pedalare, chi vuole portare la sua solidarietà ad un popolo accogliente, chi vuole esserci solo per lenire il dolore delle ferite può unirsi. Con la voglia di dare una mano. Con la speranza che tutto possa ricominciare. Come prima e meglio di prima.

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