Isabella Borghese

Isabella Borghese

Parte il progetto Cicloparole, partnership tra Il Bicicletterario e CycloPride Italia APS. A inaugurare questa grande biblioteca a pedali, Isabella Borghese.

Isabella Borghese, romana, giornalista, scrittrice, blogger de Il Fatto Quotidiano.  Il suo ultimo romanzo si intitola Gli amori infelici non finiscono mai (Giulio Perrone Editore, 2014). Dalla sua parte (Edizioni Ensemble, 2013), invece, è stato il suo esordio. Dirige l’agenzia Book Media Events. Ufficio stampa per Kogoi, Nova Delphi Libri, Giulio Perrone Editore. Ideatrice del progetto stylish editoriale Livres&Bijoux. È stata curatrice delle antologie: Sto qui perché una casa non ce l’ho (Edizioni Ensemble, 2013, con Ascanio Celestini, Paolo Berdini e Walter De Cesaris) e Una bella bici che va (Giulio Perrone Editore, 2014, con Stefano Benni, Fulvio Ervas, Andrea Satta).

“Della bici – ci dice – ciò che amo è il legame con la libertà. Anche per questo mi piacciono le persone che vanno in bicicletta: le immagino più libere”.
Adora cucinare e scrivere in cucina: sul tavolo, come può, lascia aperto il file del romanzo in scrittura, in forno una torta di mele.

Le abbiamo rivolto alcune domande:

Paolo Conte canta che una bici si declama come una poesia. Scrivere dell’andare in bici è diverso?
Scrivere dell’andare in bicicletta significa riprodurre a parole la sensazione che si vive ogni volta che si pedala e ricordare, viceversa, quelle a cui ci sottraiamo negandoci l’uso della bicicletta. Ma per me è stato anche ricordo. Ogni volta che ho scritto di bicicletta il pensiero mi ha portato a ricordi infantili e/o di persone che con cui c’è stato un incontro, un affetto, un legame.

Nel tuo racconto, Francis, l’uomo delle bolle di sapone, si intravede molto Roma, la tua città. Cosa sta cambiando per chi pedala nella capitale?
Io non riesco ad andare in bici tutti i giorni, sono più solita utilizzarla in primavera e d’estate, ma quando mi metto sul sellino amo andare in strada. Frequento meno le piste ciclabili. Ma degli ultimi tempi se dovessi parlare di qualcosa di importante citerei il Grande Raccordo Anulare delle Biciclette (GRAB). Ecco, questi 44 km intorno alla città che permetteranno di percorrerla in poco più di un’ora.

Come vedi l’esperienza di essere in giuria per Il Bicicletterario?
Ho accettato molto volentieri di prendermi questo impegno. Credo infatti che il modo migliore per divulgare la cultura della bicicletta sia avviare iniziative collaterali e culturali, che permettano la divulgazione della stessa.

Francis, l’uomo delle bolle di sapone

Un racconto di Isabella Borghese entra nel progetto partner Cicloparole. “Francis, l’uomo delle bolle di sapone” ha ricevuto la Menzione antologica a Il Bicicletterario – II edizione (2016). Ve ne offriamo quindi un piccolo stralcio, ma è disponibile integralmente per chi si iscriverà alla nostra newsletter.

Peter e Francis si somigliavano, benché l’uomo delle bolle di sapone tra le strade non suonava il contrabbasso, ma saltava sul sellino e le attraversava, queste vie, nello stesso modo in cui Peter affrontava la banda con il suo strumento: alle critical mass Francis restava sempre indietro.
“Sarò l’urtimo der gruppo”, pareva confidarti quando ti guardava così, con lo sguardo franco di un bimbo in cerca di conforto, ma nel presentarsi un poco rassegnato, remissivo, non mancava neanche di un certo entusiasmo, di una smaccata libertà…

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La Cyclopride ASD con sede in Via Cesare Balbo n. 27, 20136 Milano, in qualità di titolare del trattamento, La informa che i Suoi dati personali verranno trattati per l’invio di newsletter... (continua)
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