La poesia italiana ha una radice popolare, non necessariamente aulica. Si può avere una metrica rigorosa, usando parole semplici. Dopo il novecento, la metrica sembra lontana, e rimane la semplicità delle parole. La settima edizione di Cicloparole è una poesia di Irene Marchi, che ha vinto il secondo premio della sezione poesia de “Il Bicicletterario” 2016.

Più leggeri, titolo della poesia, allude proprio a questo. Alla possibilità di cantare senza pensieri, più leggeri, vivendo la propria quotidianità in bicicletta. Si sente un eco de La bicicletta di Pascoli, dove ai delicati “mi parve” pascoliani, tipici di chi passa veloce, si sostituiscono i perentori “voglio” di Irene, che finiscono però in “cieli più leggeri”.

Irene Marchi

Dice di sé:

Sono nata a Firenze nel 1970, ma vivo da sempre a Montebelluna (Treviso). Laureata in Lettere, poi insegnante di sostegno, ho letto sempre tanto ma non pensavo di poter “scrivere”. Pochi anni fa, per gioco o forse per necessità, ho invece cominciato e ora non riesco a smettere. Una mia raccolta di poesie è stata pubblicata nel 2015 (Fiori, mine e alcune domande – Sillabe di Sale Editore)… e ovviamente mi muovo (quasi) sempre in bicicletta!

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