Quando si visitano città come Amsterdam o Copenaghen saltano subito all’occhio le infrastrutture dedicate alla mobilità dolce. Non c’è solo un’articolata rete di piste ciclabili, ma le corsie sono spesso completamente separate dal resto della strada attraverso paletti di plastica, marciapiedi o vasi di piante.

Questa netta distinzione di carreggiata sembra incentivare in modo significativo l’utilizzo della bicicletta, lo dimostra anche un recente studio della Portland State University eseguito su  nuovi progetti di “Green lane” creati in alcune città americane come Austin, Chicago, Portland (Oregon), San Francisco e Washington DC.

La ricerca, realizzata analizzando filmati, intervistando i ciclisti e attraverso sondaggi ai residenti locali, ha dimostrato che le piste ciclabili separate generano un incremento di utenza tra il 21% e il 171%, e le corsie con queste caratteristiche producono un aumento netto pari al 10% dell’utilizzo della bicicletta in generale.

Per quanto riguarda i residenti, il 43% ha dichiarato che le piste hanno migliorato la vivibilità e le opportunità del loro quartiere (più della metà era concorde nel dire che il traffico risultava meno caotico e congestionato), il 14% ha dato parere contrario, la restante parte del campione non si è espressa. Il 19 % dei ciclisti e il 20% dei residenti ha inoltre evidenziato una maggiore propensione alla sosta per entrare nei negozi della zona.

Senza dubbio piste ciclabili protette hanno costi maggiori rispetto a una semplice corsia pitturata sull’asfalto e non tutte le città possono accogliere infrastrutture con queste caratteristiche, ma lo studio dimostra in modo evidente che un progetto e un investimento maggiore in questo senso può dare grandi risultati, compreso un comportamento più ragionevole sia tra gli automobilisti sia tra i ciclisti.

 

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