La Passatore di Cinelli (1989) antesignana delle moderne gravel

La Passatore di Cinelli (1989) antesignana delle moderne gravel

Ghiaia, granulato, ciottoli: è a questi tipi di pavimentazioni stradali che va fatto risalire il termine gravel, dato in nome a una bicicletta che riscuote sempre più consensi. Chi ha comprato una bici di recente se la sarà addirittura sentita proporre, magari per la città. Ma a cosa serve una gravel? Per fare un paragone con la motocicletta, è l’equivalente dell’enduro, o meglio della scrambler – altri vocaboli non latini, mi spiace; tipi di moto dall’assetto fuoristradistico che la fecero da padrone dai Sessanta agli Ottanta del secolo scorso, e che ancora oggi vanno per la maggiore.

Un manubrio tipicamente gravel, il Woodchipper di Salsa. Le estremità allargate servono per avere maggiore controllo sullo sterrato.

Un manubrio tipicamente gravel, il Woodchipper di Salsa. Le estremità allargate servono per avere maggiore controllo sullo sterrato.

Con un telaio comodo, per affrontare lunghe ore in sella, delle buone coperture larghe e scolpite (sto parlando degli pneumatici, le ruote) ma un assetto sportivo, la gravel è adatta non solo alle sgroppate di fine settimana nella natura, lontano dalle strade asfaltate, ma anche per sentirsi sicuri in mezzo ai SUV. Anzi, dovessimo proseguire nei paragoni con il mondo dei motori, sarebbe proprio questa la definizione più appropriata per la gravel: Sport Utility Vehicle.

La Rove ST (2017) di Kona, una tipica gravel

La Rove ST (2017) di Kona, una tipica gravel attuale.

La maggior parte delle persone, quelli che non pedalano tutti  giorni, attribuirebbero un carattere sportivo alla gravel a causa del manubrio “da corsa”, quello ricurvo verso il basso, mentre è una bici più che altro contemplativa, esplorativa, che permette di andare dove lo stress da performance, quello sì corsaiolo, non farebbe avvicinare. I telai e le forcelle gravel permettono di montare parafanghi e portapacchi, in questo svelando la natura forse più interessante di questo modello: quella di una perfetta, inarrestabile macchina per il commuting quotidiano.

La novità gravel, emersa da cinque anni a questa parte, ha le sue radici nel passato. Cinelli, il brand italiano che forse più di altri ha lavorato in parallelo tra innovazione e comunicazione, aveva anticipato i tempi con la sua Passatore (era un brigante famoso sull’Appennino romagnolo: nel mercato della bici anche il naming ha la sua importanza) già alla fine degli anni Ottanta. Adesso, raggiunto il successo sui terreni molli dei fine settimana più avventurosi, questo modello può guardare a un futuro metropolitano.

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