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L’accoppiata vincente per stare un po’ più tranquilli: lucchetto a “U” (il “bloster”) e un cavo a occhielli. Sono spesso venduti insieme. Con il cavo si assicurano la sella e la ruota posteriore, il lucchetto serra sia il cavo che ruota anteriore, telaio e palo. Tempo di apertura: 45”-60”. Tempo medio di furto bici: 10”-20”. Costo “U”+cavo: da € 55. Costo medio lucchetto bici: € 15.

La bicicletta è uno dei beni più rubati in assoluto. Il motivo è che è relativamente facile da rubare, anche con una attrezzatura modesta, ed è facile da rivendere. Sembra che non ci sia antifurto che tenga. La dimensione attuale del fenomeno (in alcune città italiane, come ad esempio Milano, si stima che spariscano almeno 30 bici al giorno) è uno dei reali disincentivi all’uso della bicicletta come mezzo di trasporto individuale. Come affrontare il rischio? Anzitutto dando alle autorità l’esatta dimensione del fenomeno.

Praticamente tutte le bici hanno un numero di serie stampigliato sulla scatola del movimento centrale (quella roba dove stanno attaccati i pedali). Fotografare o annotare il seriale aiuta a ritrovare la bici, in caso di furto.

Finché ci si lamenterà dei furti subiti ma non si è mai andati a denunciarne, le forze dell’ordine non considereranno questo problema come degno di nota. In Italia si stanno diffondendo metodi di sorveglianza civica, spesso promossi dalle stesse polizie locali, come nel caso di Milano, molto efficaci. La denuncia rimane però il primo passo, sempre. La denuncia non è solo l’unico modo per reclamare una bici eventualmente ritrovata – succede più spesso di quanto si pensi – ma è anche un tassello in più che determinerà maggiori risorse affinché venga debellato il fenomeno. Fotografare ogni tanto la propria bici con il telefono aiuterà il ritrovamento, così come aiuta fotografare o annotare il numero di matricola che la maggior parte delle bici ha stampigliato sulla scatola del movimento centrale (sarebbe sotto al telaio dove sono attaccati i pedali, bisogna mettere sottosopra la bici).

Una bicicletta legata in modo soddisfacente. Due lucchetti diversi, cavo a occhielli. Le due ruote e la sella sono ben assicurate alla rastrelliera. Il ladro ruberà senz’altro l’altra sullo sfondo.

Legare correttamente la bici serve a scoraggiare il ladro, che in genere è interessato a risparmiare tempo e lavoro. Un ladro esperto apre qualsiasi antifurto, ma deve avere il tempo e gli attrezzi per farlo. La spesa per il dispositivo è quindi importante, sono secondi preziosi che non stiamo lasciando al ladro. Un antifurto da 50-60 Euro è il minimo, se si vuole essere ragionevolmente certi di ritrovare la bici. Per il ladro quella cifra vuol dire da poco meno di uno a due minuti di lavoro, a seconda dell’attrezzo. Un ladro vuole qualcosa da massimo trenta-quaranta secondi; un lucchetto medio, poniamo da 20 Euro, non protegge oltre i venti secondi, spesso anche molto meno.

Le rastrelliere migliori sono quelle che permettono di legare il telaio insieme alla ruota, ma se la legate così… Si fa prima a metterci un cartello con scritto: “RUBAMI!”

Il luogo di parcheggio è importante, così come le infrastrutture (rastrelliere, etc.). Le rastrelliere migliori sono quelle che consentono di legare insieme telaio e ruota anteriore, ma purtroppo sono poco diffuse in Italia. Se non se ne trovano, bisogna trovare un punto di aggancio ottimale, anche se sarebbe meglio non utilizzare spazio e strutture dedicati ad altro, come la segnaletica stradale sui marciapiedi. Mai legare la bici dietro un’auto in sosta, o a un cartellone pubblicitario; il ladro accucciato lavorerà meglio e più a lungo, al riparo da sguardi indiscreti. Scegliere sempre posti affollati, illuminati, bene in vista; se non si dispone di un posto al coperto o protetto, cambiare spesso parcheggio, magari anche un po’ lontano da casa o dall’ufficio, ma in modo da non rendere la propria bici osservabile per troppo tempo nello stesso posto.

Gli antifurt sono di diversi tipi, ma vanno tenuti presenti alcuni parametri: è insieme tra loro che lavorano meglio, e il lucchetto principale non deve costare meno di € 50.

Tornando ai dispositivi, la combinazione migliore è quella che consente di legare insieme tutte le parti della bici più esposte al furto: telaio, ruote e sella. Per questo l’ottimale è avere con sé un cavo ad occhielli, un dispositivo da circa 15 Euro, da usare insieme al lucchetto vero e proprio. È un semplice ma robusto cavo in treccia di acciaio, con due occhielli alle estremità. Passando un’occhiello dentro l’altro, si può legare qualsiasi parte della bici. Si inizia ad esempio serrando un cappio nella struttura della sella, passando dentro i raggi della ruota posteriore; da lì, l’occhiello rimasto libero va a chiudersi nel lucchetto vero e proprio, che lega telaio e ruota anteriore alla rastrelliera o al palo. In questo modo e con una sola chiave si sono legate le due ruote, la sella e… la bici. Con l’abitudine, sono quaranta secondi di lavoro, ma molti di più per il ladro. Di recente, sempre più case produttrici vendono insieme lucchetto e cavo ad occhielli, con uno sconto sul totale.

In definitiva, per non farsi rubare la bici, serve un po’ di sano egoismo. Bisogna volere che rubino la bici accanto alla nostra, non la nostra!

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