Helmet wearing Cartoon

“Guarda, Johnny, non ha neanche un graffio sulla testa! Ecco perché dovresti sempre ricordarti di indossare il tuo casco per la bici!”

Notizia fresca: il senatore Stefano Esposito (PD) vorrebbe mettere il casco ai ciclisti. Perché? per tutelare i cittadini, ad esempio, come dovrebbe fare ogni buon legislatore. Ma l’equazione casco per bici obbligatorio = più sicurezza, purtroppo non funziona.

Non funziona perché il casco da bicicletta non protegge contro gli urti con veicoli più grossi e pesanti, e sopratutto convinti di essere i migliori. Non so se il senatore sia al corrente, ma la quasi totalità di incidenti nei quali sia coinvolta una bicicletta sono causati da automobili, o mezzi pesanti, che in genere non hanno neanche visto la vittima in bici. Magari perché non aveva le luci, o più spesso – troppo spesso – perché andavano troppo veloce. Nell’impatto con mezzi del genere, il casco omologato per la bici non serve praticamente a nulla.

Anche l’incidenza dei traumi cranici rispetto alle altre lesioni, ad esempio quelle spinali, non imporrebbe necessariamente il casco ai ciclisti. Un provvedimento sensato, se si volessero proteggere i ciclisti, sarebbe di far rispettare i limiti di velocità, le prescrizioni sul tasso alcolemico nel sangue, di ridurre con dispositivi adeguati le zone cieche dei mezzi pesanti, oltre che naturalmente controllare tutte le dotazioni di legge sulle bici. Moderare il traffico. Connettere le infrastrutture ciclabili. Ridurre la sosta in strada delle automobili private. Questi sono provvedimenti utili per avere città migliori.

Non c’è certo bisogno di un casco, o altro, come fu per l’altra proposta creativa, quella sulle targhe. Consiglio quindi al senatore Esposito di farsi un giro in internet, cercando “helmet laws”, o #helmetlaws (nel caso parlasse inglese, ma è un senatore della repubblica, quindi chissà). Così, giusto per documentarsi sulla dubbia efficacia di questo tipo di provvedimenti altrove nel mondo. Non sembra però che il senatore abbia una cultura della mobilità attiva, oltre a una qualsiasi visione, strategia sulla demotorizzazione delle città, cosa che ha dimostrato a Roma, dov’è stato assessore. Non sembra che abbia neanche i numeri di telefono giusti, per chiedere pareri, consigli, prima di prendere decisioni così avventate che rischiano di deprimere la mobilità ciclistica, invece di proteggerla.

Se però dovesse rimanere della sua idea, e non ritirare questo imbarazzante emendamento, gli proporrei di estendere la sua attenzione anche al resto dei veicoli. È infatti noto come la maggiore incidenza di traumi cranici avvenga in automobile, per non parlare dei pulmann. Infatti, molte proposte sono state da tempo avanzate per dotare anche gli automobilisti di un casco, dato che è al chiuso delle carrozzerie che si rischia di più la testa. I risultati del relativo sondaggio sosterrebbero questa utile decisione. Se Esposito è così tanto in vena di emendamenti alla riforma del Codice della Strada, metta il casco anche agli automobilisti.

Detto questo, oggi è una bella giornata di sole, devo pedalare dieci chilometri per andare a lavorare, e il mio bel casco me lo metto. Sempre consigliato, mai obbligatorio.

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