Cari amici di CycloPride Italia, si avvicina il passaggio d’anno e la nostra associazione vi augura un felice 2017. Prima di lasciarci alle spalle il 2016 vediamo, in poche parole, com’è andata. Il 2016 è stato un anno importante per chi ha a cuore la mobilità sostenibile. In Italia si sono visti segnali di cambiamento probabilmente decisivi, che si sommano a quelli degli anni ancora precedenti. Altri punti rimangono invece oscuri, irrisolti.

Le novità sono soprattutto istituzionali, con l’approvazione dell’infortunio in itinere – prima chi si faceva male andando in bici al lavoro non si vedeva riconosciuto l’infortunio – già dal dicembre del 2015; è seguita poi l’introduzione della fattispecie giuridica di omicidio stradale (25 marzo), che ha integrato la patente a punti introdotta nel 2003. Ma la novità più attesa, ovvero la riforma del Codice della Strada con molte norme sulla ciclabilità, attende inspiegabilmente la definitiva ratifica del Senato da oltre due anni, così come la Legge Quadro per la Mobilità Ciclistica, praticamente morta sul nascere.
In quanto a investimenti, è stato lanciato (27 luglio) il Sistema Nazionale delle Ciclovie Turistiche, con un finanziamento di € 91 Mln.; a questo provvedimento si aggiunge (23 novembre), sempre nello stesso contesto, un’altra sostanziosa tranche da € 83 Mln. grazie ai due emendamenti proposti da Paolo Gandolfi e approvati in seno alla legge di stabilità 2017. Insieme ai bandi di finanziamento lanciati quest’anno dal Ministero dell’Ambiente in relazione al “collegato ambientale” alla legge di stabilità 2016 (€ 35 Mln.), molti dei quali dedicati alla ciclabilità urbana, sono oltre duecento i milioni di Euro che aiuteranno – speriamo a breve – l’Italia a diventare un paese amico della bicicletta. Senza contare l’inserimento della mobilità sostenibile e della sicurezza stradale tra le finalità del superfondo da € 3 Mld. per le infrastrutture strategiche per lo sviluppo del paese. Il governo ha finalmente capito che spendere soldi per lo sviluppo della bicicletta rende bene, e presto.
Buone notizie, quindi: questi investimenti, progettati e approvati da persone capaci del governo, avranno certamente buoni frutti, ne siamo convinti. Chi usa la bicicletta tutti i giorni come mezzo di trasporto, magari in intermodalità con altri mezzi, sarà invece ancora insoddisfatto della diversa velocità delle amministrazioni comunali, quelle che dovranno prima di tutto comprendere e poi applicare gli investimenti a livello nazionale. La quotidianità delle nostre città, grandi piccole che siano, è ancora molto arretrata, legata com’è a un uso indiscriminato dell’automobile privata che sembra ancora essere lo stile di vita di riferimento del nostro paese. Prova ne è il tragico aumento delle vittime in bici, veicolo penalizzato da incidenti sempre crescenti negli ultimi vent’anni, rispetto agli altri utenti della strada.
I dati su quantità e qualità dell’inquinamento atmosferico legato all’attuale stile di vita sono sempre più preoccupanti. Nonostante i grandi passi in avanti fatti da diverse amministrazioni locali le nostre città sono ancora degli enormi parcheggi. Ettari ed ettari di automobili in sosta, un vero e proprio strupro dello spazio e del benessere pubblico che non accenna a essere messo in discussione da nessun provvedimento. I cittadini italiani sono sempre più coinvolti a livello razionale dalle tematiche della sostenibilità, ma quando si tratta poi di intervenire in modo concreto sulle proprie abitudini, un mare di scuse e di pregiudizi si spalanca tra le buone intenzioni e il cambiamento, tra i giorni feriali e il tempo libero.
Il cambiamento è ciò che vogliamo essere prima di tutto noi stessi, diceva un grande saggio. Per il 2017 vi auguriamo quindi di voler essere un cambiamento che rappresenti le necessità e le aspirazioni della maggior parte possibile di questo bellissimo pianeta.
Cosa ne pensi?