Chapeau all’iniziativa del Comune di Milano in merito ai “relitti” delle biciclette abbandonate. Da sei mesi, infatti, è stato attivato il progetto BiciclaMi in collaborazione con Amsa, la società che gestisce la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti nel capoluogo lombardo e nel suo hinterland. A oggi è stato recuperato da pali e inferiate quello che rimane di ben 667 bici, il 570% in più rispetto al 2012. BiciclaMi è solo una delle sezioni dell’App PULIamo di Amsa e A2A (scaricabile dal sito www.amsa.it), nata per far presente all’azienda situazioni di degrado urbano.

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Il confronto tra le bici segnalate e quelle rimosse rivela che Amsa ha già ritirato il 77% delle due ruote abbandonate, mentre le rimanenti stanno solamente attendendo lo scadere dei venti giorni di tempo. La Polizia locale, infatti, applica sul telaio della bici in questione un adesivo di avvertimento per consentire all’eventuale proprietario di portarla via: “La presente bicicletta, visto il cattivo stato, è considerata elemento di degrado urbano e soggetta a procedura di rimozione ai fini dello smaltimento o recupero”. Il possessore ha quindi un tempo limite per rivendicare il possesso della sua due ruote prima che quest’ultima sia rimossa.

Per aiutare a tenere più pulita una città anche dai “relitti” delle bici, basta dunque poco: una App intelligente, la voglia di scattare una foto alla carcassa individuata, specificarne la posizione e descriverne brevemente lo stato di abbandono. Speriamo che l’idea sia copiata da tutti i comuni dello Stivale.

 

 

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