L'Assessora alla sostenibiltà ambientale del Comune di Roma Paola Muraro

L’Assessora alla sostenibiltà ambientale del Comune di Roma Paola Muraro

È sempre molto (più) difficile giudicare l’opinione altrui dalle fonti di cronaca, ma il video pubblicato oggi sul sito del Messaggero non lascia molti dubbi. L’assessora alla sostenibilità ambientale di Roma, Paola Muraro, si è intanto accorta che nella capitale sono saltate le regole della convivenza civile. Fin qui, per una forestiera, nulla di male; a volte fanno fatica gli stessi romani a rendersi conto di quanto sia caduta in basso la città.

La cosa che colpisce è che una personalità con il suo incarico, ripeto, la delega alla sostenibilità ambientale, se la vada a prendere proprio con i pedoni. Passano con il rosso, sono scorretti. Le regole ci sono, vanno rispettate. “Spero di arrivare in qualche anno a far capire ai cittadini che bisogna fermarsi, quando si vede un pedone che sta passando la strada sulle strisce. A Roma non esiste. A Roma passano i pedoni in mezzo al traffico. Non so se voi vedete” – dice attonita ai giornalisti che la attorniano. “…e si crea l’ingorgo, perché uno sta guidando… questa cosa succede a me. Quindi quello che succede a me succede a chiunque, qua.”.

Senza entrare per il momento nel merito del contraddittorio ragionamento dell’assessora, a guardare il video sembra piuttosto che la signora fosse vittima, forse perché appena scesa proprio da un’auto, del classico stress da traffico. Mentre stai ben tranquillo nella tua macchinetta, lanciato o più probabilmente bloccato nel traffico, ecco qualcuno che ti attraversa di colpo la strada. Ci si resta male, se non peggio; altra cosa è senz’altro Rovigo, di cui la Muraro è fiera cittadina, dove la motorizzazione di massa è (apparentemente) a livelli ben più mansueti della capitale, dove ci sono 800 automobili ogni 1000 abitanti, compresa quella dell’assessora.

Tenendo fermo il punto – ci mancherebbe – che le regole vanno rispettate senza se e senza ma, piuttosto che rimanere allibita e dare in sfoghi da bar la Muraro dovrebbe provare a spiegare dove e soprattutto quando i pedoni dovrebbero attraversare le strade, se le strade, spazio pubblico per eccellenza, sono piene di veicoli a motore. Dove, dato che le automobili a Roma – e nel resto d’Italia, paese che viaggia sulle 600 auto/1000 abitanti – sono dappertutto, ovunque, e nessuno, dico nessuno, mette mano al problema. Tutti molto bravi e ben disposti a incentivare la mobilità attiva, ma a disincentivare nel concreto quella passiva, ci pensa forse qualcuno? No.

Non so Rovigo, ma Roma, Milano, Napoli, Bologna, Palermo etc. sono da tempo dei parcheggi, altro che città. Poi c’è il quando attraversare: non so se l’assessora ha mai provato a camminare in strada, ma i tempi semaforici degli attraversamenti sono roba da centometristi, e la loro frequenza più che altro da evento geologico: certo non da esseri umani, che immaginerebbero di poter usare le loro gambe in maniera normale.

Ecco forse perché, sempre tenendo ferma la barra sulla legalità da tutelare in ogni caso, i cittadini romani possano talvolta passare davanti alla macchina dell’assessora facendola arrabbiare. Ma, si sa, i politici e gli amministratori locali italiani sono sempre fieri di usare la loro automobile privata, invece dell’auto blu. Brutto vizio, soprattutto per un’amministratrice che ha la delega proprio alla sostenibilità, e che dunque dovrebbe dare in concreto l’esempio di uno stile di vita sostenibile, anche oltre la sua sfera di stretta competenza, che mi pare essere la gestione dei rifiuti.

Altrimenti, potrebbe sembrare che neanche su quello sia affidabile, oltre che su una corretta percezione del rinnovamento urbano di cui Roma ha urgentemente bisogno. Citando la delega dell’assessora ho omesso di aggiungere “ambientale”, perché l’uso quasi totalmente indiscriminato dell’automobile privata in Italia non incide solo sull’ambiente, ma anche sull’economia, sull’efficienza, sull’immagine, e così via. In questo debutto di Ventunesimo Secolo così complesso, un uso, ripeto, indiscriminato e aggiungo garantito dell’automobile privata è insostenibile, a tutti i livelli.

Per concludere, le direi di fare due chiacchiere con Linda Meleo, l’assessora ai trasporti scelta dalla sindaca Virginia Raggi, in modo da concordare strategie e soprattutto farsi spiegare come siano i pedoni a costituire l’ossatura della socialità di una città, del suo benessere. Della sua sostenibilità ambientale. Non gli automobilisti arrabbiati, come sembrerebbe essere Paola Muraro dopo questo deprecabile outing. Ai pedoni va lasciato spazio, e questo spazio può essere creato solo togliendolo – coraggiosamente – alle automobili, quindi agli automobilisti “a tutti i costi”, perché questi costi sono soprattutto gli altri a pagarli. Le città più efficienti e vivibili (come sarebbe meglio diventasse Roma) da molto tempo hanno una legge di due sole parole: prima i pedoni.

 

 

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