È una bicicletta a propulsione ibrida, cioè mista, tra energia elettrica e muscolare. Può chiamarsi in tanti modi: bicicletta a pedalata assistita, pedelec o EPAC, che sta per Electric Pedal Assisted Cycle, ma da noi in Italia è: la bici elettrica. Facilita, grazie ad un motore elettrico integrato nella ruota posteriore, in quella anteriore o dove si trovano i pedali, l’efficacia della nostra pedalata, riducendo lo sforzo. La categoria è soggetta a limitazioni di legge: attualmente, il motore non può essere più potente di 250W, la velocità non può superare i 25 Km/h.

È indicata nei territori collinari, ma anche in pianura trova il suo impiego per gli anziani, le mamme con bambini, per chi trasporta carichi, o semplicemente per chi non ha voglia di stancarsi troppo su lunghe distanze da percorrere quotidianamente. È possibile selezionare diverse intensità di aiuto alla pedalata.

La batteria dura abbastanza per qualsiasi impiego, e può essere rimossa per essere messa in carica in ufficio o a casa, riducendo così anche il pericolo di furto. Possono essere a pedalata assistita tutti i tipi di biciclette: da strada, mountain bike, cargo bike (sono quelle per portare carichi ingombranti, o bambini), perfino le pieghevoli.

Da qualche tempo si fa strada il fai-da-te, sono cioè disponibili dei kit per rendere a pedalata assistita qualsiasi bici: è in ogni caso un prodotto che non conosce crisi.

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